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Il primo ministro Giuseppe Conte è stato ricevuto alla Casa Bianca con una calorosa stretta di mano dal presidente americano Donald Trump. "Grazie Giuseppe per essere qui", ha detto il presidente Usa. "E' un grande onore essere qui", ha risposto il premier. 
Conte ha ricevuto il via libera dal presidente americano su tre questioni cruciali: la Libia, una cabina di regia permanente per il Mediterraneo e la questione degli scambi commerciali e dei dazi. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi al termine dell'incontro alla Casa Bianca.

Il Presidente americano - informano fonti di Palazzo Chigi - ha dato il suo via libera su tre questioni cruciali poste da Giuseppe Conte. In particolare, il primo è che l'Italia conta sull'appoggio degli USA per la Conferenza sulla Libia che si terrà nel nostro Paese, come annunciato dallo stesso Conte un mese fa al vertice NATO, e che può rappresentare un passaggio cruciale nel processo di messa a punto delle condizioni politiche, legali e di sicurezza indispensabili per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche e presidenziali libiche. Ricevuto l' ok di Trump. 

Quindi è stato ottenuto - prosegue la stessa fonte - il sostegno di Trump ad una "cabina di regia permanente" tra USA e Italia per il Mediterraneo allargato in chiave di lotta al terrorismo, maggiore sicurezza, immigrazione e soprattutto Libia. Con questa cabina di regia - da attuarsi attraverso i reciproci ministeri degli Esteri e della Difesa - l'Italia assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia e di interlocutore privilegiato con gli Usa. 

L'idea è che Italia e USA possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del paese nord africano. Ricevuto ok di Trump. Infine, via libera sul tema degli scambi commerciali e dazi: l'obiettivo di Conte è anche avere da Trump garanzie che gli interessi delle aziende italiane non vengano toccati, con particolare riferimento ai prodotti dell'agroalimentare. Per questo l'Italia si dichiara soddisfatta dell'accordo raggiunto tra Trump e Junker e ne auspica una rapida attuazione. Anche su questo tema via libera di Trump.

"Conte sta facendo un lavoro fantastico", ha detto Donald Trump ricevendo alla Casa Bianca il premier Giuseppe Conte. "Sono molto d'accordo con quello che state facendo sull'immigrazione legale e illegale", ha affermato il presidente Usa sottolineando: "Sono d'accordo con la vostra gestione dei confini".  "Molti altri Paesi in Europa dovrebbero seguire l'esempio dell'Italia" sull'immigrazione.....

Intanto lesioni senza l'aggravante razziale. È questo il reato ipotizzato dalla Procura di Torino, al momento contro ignoti, nell'ambito dell'inchiesta sull'aggressione a Daisy Osakue, l'atleta italiana ma di origini nigeriane ferita ad un occhio da un uovo lanciato da un auto in corsa a Moncalieri nella notte tra domenica e lunedì. L'indignazione di un uovo in faccia, c'è quanto basta per restare paralizzati mediaticamente, l'unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda oppure il caso. Quello che fanno i media è portare la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d'ora. Lo scrive, su Facebook, Beppe Grillo soffermandosi sulla vicenda di Daisy Osakue.

«Aggredire e picchiare è un reato, a prescindere dal colore della pelle di chi lo compie, e come tale va punito. Ma accusare di razzismo tutti gli italiani e il governo in seguito ad alcuni limitati episodi è una follia». Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini torna sugli episodi di aggressioni nei confronti di immigrati dei giorni scorsi dopo le accuse mosse nei suoi confronti dal Pd. «Ricordo che i reati commessi ogni giorno in Italia da immigrati sono circa 700, quasi un terzo del totale, e questo è l’unico vero allarme reale contro cui da ministro sto combattendo», aggiunge

In serata Salvini è tornato sull'argomento. "La sinistra, sconfitta dagli italiani, usa ogni mezzo pur di attaccarmi e non mollare il potere – ha scritto sui social - Da ministro combatto e combatterò ogni forma di violenza: non mi spaventano mafiosi e terroristi, figuriamoci se mi fanno paura i chiacchieroni di sinistra". E più tardi ha aggiunto: "Ricordo a politicanti e giornalisti buonisti che io non giudico le persone in base al colore della pelle, io le divido fra persone perbene e delinquenti. Per i primi in Italia c'è futuro, per gli altri no!".

Per la discobola è stato sollevato un vero e proprio polverone che dal piano della mera cronaca è arrivato a quello della politica. La sinistra, infatti, non ci ha messo tanto ad accusare Matteo Salvini di essere il fautore "di una propaganda di stampo razzistico" oppure di nutrire "ogni giorno il razzismo con il tuo linguaggio di odio". Insomma (ancora una volta) per la sinistra la colpa di tutta questa violenza ingiustificata è da rintracciare nel ministro dell'Interno e nella sua politica.

Dal canto suo, dopo il fatto di Daisy, Matteo Salvini ha condananto "ogni aggressione, sono e sarò sempre a fianco di chi subisce violenza".

Ma lasciate da parte le polemiche di circostanza, a dare un quadro ancora più chiaro di quello che è successo a Daisy nella notte fra domenica 29 e lunedì 30 luglio a Moncalieri (Torino) è una delle tre donne che, in passato, è stata aggredita dalla "banda dell'uovo". La vittima si chiama Brunella Gambino, ha 48 anni e abita nella stessa via della discobola italiana.Intervistata dal Corriere della sera, la donna ha raccontato la sua disavventura e quella delle sue amiche che sono state prese di mira dalla maledetta banda il 25 luglio scorso. Tre donne, tutte bianche. Che con un semplice racconto fanno cadere tutte le polemiche della sinistra legate al "razzismo salviniano".

La sera quando è stata aggredita, Brunella era andata a mangiare una pizza con due ex compagne di scuola al Nom Nom di strada Genova. "Una serata normalissima - dice al Corsera - e dopo cena ci siamo fermate a chiacchierare di fronte all'uscita". Erano le 23.30, quando improvvisamente hanno visto e sentito un'auto coi fari spenti che ha accelerato violentemente nella loro direzione. "Abbiamo sentito il rombo del motore e poi abbiamo visto questa macchina scura che si dirigeva a forte velocità verso il centro di Moncalieri. Una delle mie amiche è stata colpita al braccio e si lamentava per il dolore", ricorda la 48enne.

Ma il ricordo della donna si fa confuso perché quei minuti sono stati piuttosto concitati. "Ovviamente ci siamo spaventate, non capivamo quello che fosse successo - cotinua al Corriere della Sera -. Da subito abbiamo pensato che ci avessero lanciato contro una bottiglia di vetro. Poi abbiamo capito che si trattava di un uovo, ma era stato tirato con una violenza inaudita. Il braccio della mia amica era completamente rosso e stavamo cercando di aiutarla, quando c'è stato il secondo episodio".

Brunella, quindi, racconta che sempre quella sera la misteriosa auto, riconosciuta come un Fiat Doblò, è riuscita a fare il giro dell'isolato ed è ritornata al punto di partenza e ha sferrato un "attacco" come quello precedente. "Questa volta - aggiunge - ci siamo accorte dell'arrivo e abbiamo visto una persona che sporgeva il braccio fuori dal finestrino e lanciava un altro uovo contro il marciapiede. Indossava un cappellino ma era troppo buio per riconoscerlo. Queste persone devono essere fermate".

Stessa scena, stesse dinamiche. Ma per Brunella e le sue amiche nessuno è mai sceso in campo. Nessuno si è mai scomposto. Perché?

"Sei una di noi e ogni giorno ci rendi orgogliosi per la ragazza che sei e per quello che fai - è l'abbraccio che il sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna, rivolge all'atleta a nome di tutta la città - Insieme isoleremo i colpevoli, chi minimizza o chi li giustifica", aggiunge rivolgendo un appello al ministro dell'Interno, Matteo Salvini: "dimostri da che parte sta il Paese e rifletta su quanto lui stesso stia partecipando alla generazione di un clima così complicato". Il leader della Lega condanna "ogni aggressione", negando che in Italia ci sia una "emergenza razzismo" e augurandosi di incontrare Daisy e "di vederla gareggiare il prima possibile". 

Dalle opposizioni, invece, fioccano le accuse al governo giallo-verde, con il Pd - Daisy è iscritta ai Giovani Democratici - che invita ad una mobilitazione generale contro l'odio razziale. Perché "è evidente il rischio di un imbarbarimento della nostra comunità, che potrebbe portare facilmente a far prevalere le peggiori pulsioni razziste, sessiste e omofobe", sostiene il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. "Temo che questo avvenga - rincara la dose - quando, anziché contribuire a circoscrivere e mitigare le paure, le si alimentano senza sosta".

Un uovo, scagliato come una pietra da un'auto in corsa, l'ha colpita in pieno volto, ferendola ad un occhio. Ha rischiato di non poter partecipare agli Europei di atletica Daisy Osakue, la primatista italiana under 23 di lancio col disco vittima la scorsa notte di una aggressione mentre rientrava nella sua casa di Moncalieri. Cittadina italiana di origini nigeriane, i primi accertamenti dei carabinieri sembrano escludere il movente razzista. Ma la giovane atleta non ha dubbi: "Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore". Dopo il caso di Aprilia, un marocchino morto dopo essere stato inseguito da persone che lo ritenevano un ladro, e gli altri episodi di quello che il presidente Mattarella ha definito un "Far West", ce n'è abbastanza per scatenare l'ennesima polemica politica. 

Ma anche per suscitare l'indignazione dei tanti che, dal mondo dello sport e non solo, hanno manifestato solidarietà all'azzurra. E' notte fonda quando Daisy arriva al Pronto Soccorso dell'Oftalmico. In un primo momento si parla addirittura di un intervento, che avrebbe messo fine al suo sogno di volare a Berlino. Per fortuna è soltanto un grande spavento. "In Germania ci vado anche se cascasse il mondo", dice la ragazza, a cui i medici hanno riscontrato una "abrasione all'occhio sinistro". Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Torino sono in pieno svolgimento. Si cerca un Fiat Doblò, probabilmente lo stesso che a Moncalieri è stato segnalato ai militari dell'Arma in altre due occasioni. E sempre per il lancio di uova contro i passanti: un pensionato nella notte tra il 14 e il 15 luglio, tre donne - non di colore - la sera del 25 luglio.

"Dicono che non c'è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell'Interno Salvini ha ritenuto di liquidare come 'sciocchezze' gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole. Guardi la realtà e ascolti anche altre voci della destra italiana. Negare l'evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà". E' quanto scrive il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. 

"Chi guarda il volto di Daisy Osakue può fare solo una cosa: vergognarsi. Noi italiani dovremmo vergognarci tutti insieme", afferma Tarquinio in un editoriale dal titolo "Quel mostro da riconoscere", che il giornale dei vescovi impagina sotto il titolo di prima pagina "Vergogniamoci" e accanto alla foto di Daisy Osakue, l'azzurra di atletica presa di mira, e ferita, da un lancio di uova nel Torinese. "Perché quel volto segnato - spiega ancora il quotidiano della Cei -, è certamente il volto di una cittadina italiana dalla pelle nera, una giovane donna e atleta bersagliata solo e soltanto per la sua 'inermità' e 'diversità', ma è ancor più il volto del nostro Paese nella stagione amara che stiamo attraversando. Un volto che presentiamo al mondo e a noi stessi. E che non ci somiglia".

"Ma non per il colore, quanto per la ferita odiosa che porta - sottolinea Tarquinio -. Anni di pensieri cattivi e di parole e propagande dure, di crescenti povertà materiali e morali eccitate contro altre povertà stanno producendo bullismi assurdi, atti violenti, assalti folli".  

Il fuoco mette in ginocchio la Grecia. Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime: gli incendi potrebbero aver causato "più di 100 morti", come ha detto all’emittente televisiva Skai il sindaco di Rafina Evangelos Bournous, aggiungendo che 1.500 case sono state distrutte dalle fiamme.

Il governo greco ha chiesto l'aiuto degli altri Paesi dell'Unione Europea per contrastare gli incendi. "Faremo tutto quello che è umanamente possibile per domarli", ha detto il premier Alexis Tispras, che ha dichiarato lo stato di emergenza nell'area metropolitana di Atene, dopo essere rientrato in anticipo da una visita di Bosnia-Herzegovina. Tsipras ha anche avanzato l'ipotesi che gli incendi siano di natura dolosa.

Cinque persone che si erano gettate in mare per sfuggire agli incendi, a Rafina, sono state salvate da una nave traghetto. Alcune navi militari sono state dislocate lungo le coste delle zone colpite da incendi, per evacuare via mare la gente intrappolata dai roghi.

Queste sono le dichiarazioni del primo ministro greco A.Tsipras e le dichiarazioni del portavoce del governo greco D. Tzanakopoulos, relativamente ai disastrosi incendi nella regione dell'Attica : 

Non ci sono parole per descrivere i sentimenti di tutti noi in questi momenti. Il nostro paese sta vivendo una tragedia indicibile, con decine di vite umane perse.


E questo è un dolore intollerabile per tutti, e innanzitutto per le famiglie che hanno perso i loro cari. Ma anche per quelli di noi che sono in posti di responsabilità. Per tutti coloro che capiscono che non c'è niente di più prezioso della vita umana.

Oggi la Grecia è in lutto.

E per commemorare le vittime, proclamiamo un lutto nazionale di tre giorni.

Ma non dobbiamo arrenderci allo sconforto del lutto.

Perché queste ore sono ore di battaglia, di unità, di coraggio e soprattutto di solidarietà.

Perché solo così, insieme, possiamo resistere alla tragedia. La Grecia sta affrontando una grande prova. In tempi come questi, non esistono le differenze. Il loro momento verrà quando guarderemo, spero con rispetto per le vittime, il come e il perché.

Ora è il momento per mobilitarsi e lottare.Per salvare ciò che può essere salvato.

Per sconfiggere gli incendi.Per trovare i dispersi.

Per non piangere altre vite. E per alleviare il dolore di coloro che sono stati afflitti. Con assoluto rispetto e profondo riconoscimento:

Ai nostri Vigili del Fuoco, che stanno conducendo una battaglia incredibilmente eroica.

Ai soccorritori dei servizi di emergenza. Agli uomini e alle donne delle Forze Armate, della Guardia Costiera e della Polizia che ieri hanno salvato centinaia di vite umane.

Con immenso rispetto per le migliaia di volontari che si dichiarano presenti. Io voglio promettere questo: nessuno sarà dimenticato, nessuno sarà lasciato indifeso senza l’aiuto dello stato. Ma nessuna questione rimarrà senza risposte.

 Infine, voglio ringraziare calorosamente tutti i leader stranieri che hanno espresso solidarietà e offerto il loro aiuto. La Grecia sta attraversando uno dei momenti più difficili. Li ringraziamo per la loro vicinanza.  Con unità e fiducia alle proprie forze resteremo in piedi.

Il Ministro di Stato e Portavoce del governo, D. Tzanakopoulos, ha rilassato le seguenti dichiarazioni alla stampa:  “Continua il grande sforzo dell’intero meccanismo statale della Grecia per affrontare i disastrosi incendi e le loro conseguenze.

La situazione è ancora critica. La propagazione rapidissima dell’incendio, con 14 focolai simultanei in tre fronti diversi nell’Attica Orientale, e la velocità del vento che raggiunge fino ai 9 Beaufort, hanno creato delle condizioni operative estremamente difficili per le forze dei Vigili del Fuoco, per terra e per aria.

La portavoce dei Vigili ha poco fa dato gli aggiornamenti sui 10 incendi attualmente in corso, nonché sulle forze che stanno cercando di spegnerli.

Inoltre, è attualmente in pieno svolgimento un piano di emergenza che vede mobilitati il Ministero dell’Interno, la Polizia, e i Ministeri della Salute, dei Trasporti, della Difesa, della Marina, dell’Ambiente e la Regione dell'Attica.

Da ieri, tutte le unità disponibili del Ministero della Salute in Attica sono state mobilitate. Più precisamente, sono rese costantemente disponibili 38 ambulanze, 4 unità mobili e 2 unità speciali. Fino ad ora, 156 adulti sono stati ricoverati in ospedale in Attica, di cui 11 sono in condizioni gravi, ma anche 16 bambini che sono fuori pericolo.

Al momento, purtroppo il numero dei morti è di 50 persone. I Vigili del Fuoco in cooperazione con la Polizia continuano il difficile compito di individuare le vittime e gli aggiornamenti saranno continui.

Inoltre, motovedette della Guardia Costiera, incluse unità subacquee, stanno controllando le coste in ricerca di persone eventualmente bloccate sulle spiagge. Finora, hanno messo in salvo 715 persone, per la maggior parte nella zona di Mati. In totale 12 navi della Guardia Costiera, ma anche 30 navi private, hanno contribuito alle operazioni di ricerca, salvataggio ed evacuazione. La Guardia Costiera, in collaborazione con il Ministero per i Trasporti e la Regione dell’Attica hanno organizzato il trasporto e la sistemazione di tutte le persone che sono state evacuate.

Una fregata, due carrelli, tre elicotteri e tre motoscafi della Marina Militare stanno partecipando alle operazioni. Le forze speciali dell'Esercito, con 19 scafi e veicoli speciali, ma anche l’Aeronautica Militare, attraverso lotta aerea antincendio e aerei di soccorso e di trasporto hanno contribuito alla gestione. Sono stati resi disponibili gli ospedali militari e strutture della Forze Armate in Attica, ma anche il personale delle forze armate, in attuazione del Progetto di Protezione Civile “Deucalione”.

Inoltre, pattuglie congiunte della Polizia, dei Vigili del Fuoco e dell'esercito hanno iniziato la sorveglianza delle aree colpite.

I Ministri competenti si recano sul campo per valutare da vicino la situazione.In particolare, il Vice Ministro della Sanità è in visita all'Ospedale Evangelismos, dove sono stati ricoverati, per la maggior parte, i feriti. Il Ministro dei Trasporti C. Spirtzis e il Vice Ministro dell’Interno K. Toscas e il Capo dei Vigili del Fuoco si sono recati a Rafina, Mati e Maratona, località dove si registrano al momento le maggiori criticità in  Attica. Sono accompagnati da una squadra di 150 ingegneri che lavoreranno dalla sede del Comune di Rafina per registrare i danni nelle aree colpite. Il Ministro dell'Interno P. Skourletis, insieme al Vice Ministro dell'Ambiente, S.Famellos si recano alla zona di Kineta.

In seguito al monitoraggio, i Ministri parteciperanno ad una riunione sotto la guida del Primo Ministro Alexis Tsipras, che coinvolgerà tutti i Ministeri competenti e i Vigili del Fuoco, per fare il punto della situazione e decidere su ulteriori iniziative.

Il Primo Ministro ha avuto una colloquio telefonico con il Presidente della Commissione Europea Juncker, il quale ha espresso la solidarietà della Commissione e l’intenzione dell’Ue di disporre dei mezzi e delle risorse necessarie per affrontare le emergenze, ed è stato informato dal Premier sull’attuale stato delle operazioni. Il Premier Tsipras ha avuto colloqui telefonici anche con il Presidente della Repubblica di Cipro N. Anastasiadis, il Primo Ministro bulgaro C. Borisov, mentre sono previsti colloqui telefonici con il Presidente turco T.Erdogan e il Presidente francese Em. Macron.

Almeno 60 morti, ma le autorità locali "ne temono oltre 100", oltre 550 feriti, migliaia di persone costrette alla fuga: è il bilancio di 24 ore di fiamme in due grandi foreste che lambiscono Atene e che centinaia di vigili del fuoco non riescono a domare, anche a causa del forte vento. Il premier Tsipras ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, lo stato di emergenza e chiesto l'aiuto dell'Unione Europea. Il sindaco di Rafina, Evangelos Bournous, ha annunciato che il numero delle vittime

La maggioranza delle vittime è stata ritrovata senza vita in casa o nell'auto, nel resort marino di Mati, una località turistica costiera nella regione di Rafina, a circa 40 km a nordest di Atene. Nella stessa località 26 corpi carbonizzati sono stati rinvenuti nel giardino di una villa. Altre vittime sono state trovate abbracciate l'una all'altra sulla spiaggia di Argyri, sempre a Mati: i corpi, tra i quali quelli di bambini, giacevano a una trentina di metri dal mare, nelle vicinanze di un ristorante molto frequentato. Nello stesso punto sono state trovate decine di automobili carbonizzate.  Sono almeno 556 le persone rimaste ferite negli incendi in Grecia, almeno 16 i bambini in gravi condizioni, ha riferito la Croce Rossa.

A migliaia, con i corpi neri dalla fuliggine, si sono riversati sulle spiagge o sono saliti su imbarcazioni per sfuggire alle fiamme. Navi militari sono state dislocate lungo le coste delle zone colpite da incendi, per evacuare via mare la gente intrappolata dai roghi. Cinque persone che si erano gettate in mare per sfuggire agli incendi che li avevano circondati nei pressi di Rafina, a nord di Atene, sono state salvate da una nave traghetto

Altri cinque, invece, non ce l'hanno fatta. L'ultimo corpo recuperato è quello di un uomo, che si presume sia affogato tentando di scampare alle fiamme. Gli altri cadaveri sono di tre donne e un bimbo. E si teme per la sorte di due turisti danesi, che con altre persone - tutte messe in salvo - hanno utilizzato un gommone per sfuggire ai roghi. L'Unità di crisi della Farnesina sta verificando l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani. Sono circa 700 le persone salvate fino ad ora dalla Guardia Costiera.

"Per fortuna c'è il mare, siamo scappati in mare, perché le fiamme ci stavano inseguendo fino in acqua". Lo ha detto un testimone, Kostas Laganos, scampato alle fiamme in Grecia, citato dalla Bbc online. Il fuoco "ci ha bruciato la schiena e ci siamo tuffati in acqua. Ho detto 'mio Dio, dobbiamo correre a salvarci'

Un secondo rogo sta devastando le pinete in una zona a 50 chilometri a ovest di Atene. Il fumo denso, arrivato fin sulla capitale, ha costretto alla chiusura della principale autostrada di collegamento con il Peloponneso.

Al momento, hanno riferito i pompieri, ci sono ancora tre incendi in corso nella regione dell'Attica, ma altri roghi minacciano anche altre zone del Paese, in particolare a Corinto, nel Peloponneso e nell'isola di Creta. A rendere difficile il lavoro dei vigili del fuoco è il forte vento. Il portavoce del governo, Dimitris Tzanakopulos, ha annunciato per oggi l'arrivo di Canadair dalla Spagna e di volontari da Cipro.

Ancora ignote le cause dell'incendio, ma il governo greco sospetta che siano di natura dolosa. "Nulla resterà senza risposta" ha dichiarato il premier greco Alexis Tsipras. Le fiamme sono divampate in luoghi diversi e distanti tra loro e anche per questo lo stesso Tsipras, in mattinata, aveva parlato di "incendi asimmetrici". Alcuni media greci ipotizzano, inoltre, che piromani siano entrati in azione per saccheggiare le case abbandonate dai turisti o per motivi di speculazione edilizia.

Il precedente di Olimpia. La Grecia ha vissuto altri tragici precedenti di devastanti incendi: undici anni fa, nel 2007, una serie di roghi divampati nell'ultima settimana di agosto, costarono la vita a 67 persone. Le fiamme interessarono principalmente il Peloponneso occidentale e meridionale e l'Eubea meridionale. Il fuoco minacciò anche la distruzione della città antica di Olimpia, evacuata il 26 agosto. Negli oltre 3mila incendi boschivi, di origine dolosa e favoriti dalle altissime temperature di quell'estate, sopra i 40 gradi, e dalla siccità, andarono in fumo 2.700 metri quadri (370 mila acri) di foreste, oliveti e vigne. Oltre 2.100 edifici furono distrutti dalle fiamme.

Per la "tragedia indicibile" che si sta consumando il primo ministro greco ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. In un messaggio trasmesso dalla tv Tsipras ha assicurato che "niente e nessuno sarà dimenticato". Le ore che la Grecia sta vivendo, ha detto il premier, "sono ore di coraggio, unità e solidarietà, perché solo insieme possiamo affrontare questa tragedia". Tsipras ha anche ringraziato i tanti leader internazionali che hanno espresso la loro solidarietà alla Grecia.

 

Francia, Spagna, Germania. Noi metteremo al centro la crescita e la pace fiscale, che ti porta soldi e non li porta via, e ti consente di avviare la flat tax. E poi la riforma delle pensioni per aprire il mercato ai giovani, che va fatta a prescindere dai numeri di Bruxelles. Conto di avere entro la fine di agosto i risultati dei gruppi di lavoro che abbiamo istituito, compreso ovviamente anche il capitolo sul reddito di cittadinanza. Di sicuro la manovra di autunno sarà diversa rispetto a quella degli ultimi anni, e daremo le prime e significative risposte sulla riduzione delle tasse».

Salvini annuncia il taglio delle tasse nell'intervista al Corriere della Sera, il leader leghista ha annunciato che il governo andrà oltre i numeri imposti dall'Unione europea.
"Ci hanno eletto per cambiare". Salvini lo mette subito in chiaro. "Se gli italiani avessero voluto proseguire sulla linea di Monti, Letta, Padoan, Renzi e Gentiloni - spiega al Corsera - avrebbero votato in modo diverso". Da qui il fermo proposito di cambiare "alcuni numeri scelti a tavolino a Bruxelles". Numeri che, fa notare il leader del Carroccio, "molti Paesi dell'Unione europea ignorano bellamente". Tra questi ci sono la Francia, la Spagna e la Germania. Stati che, in più di un'occasione, hanno fatto la ramanzina all'Italia per aver un debito pubblico troppo alto. "Noi metteremo al centro la crescita e la pace fiscale, che ti porta soldi e non li porta via, e ti consenti di avviare la flat tax - spiega Salvini - poi la riforma delle pensioni per aprire il mercato ai giovani, che va fatta a prescindere dai numeri di Bruxelles".

Salvini conta di avere in mano, entro la fine di agosto, i risultati dei gruppi di lavoro istituiti dall'esecutivo. Tra questi ci sarà (ovviamente) anche il capitolo sul reddito di cittadinanza. "Di sicuro - promette il vice premier - la manovra d'autunno sarà diversa rispetto a quella degli ultimi anni, e daremo le prime e significative risposte sulla riduzione delle tasse

Matteo Salvini mette al centro dell'azione di governo le misure economiche per il rilancio del sistema Italia. "La manovra economica sarà in autunno - ha annunciato dopo aver donato il sangue all'Avis - quindi i provvedimenti economici dovranno entro quest'anno dare un segnale di inversione di tendenza, dovremmo almeno cominciare le riforme che ci siamo impegnati a fare". In primis il taglio della pressione fisccale e la riforma del sistema previdenziale.

"Tagliare le pensioni sociali ai migranti" "Già da quest'anno ci dovranno essere dei segnali concreti a prescindere dalla situazione economica internazionale su lavoro, tasse, pensioni ed Equitalia".

"Se gli italiani avessero voluto proseguire sulla linea di Monti, Letta, Padoan, Renzi e Gentiloni - ha spiegato oggi in una intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera - avrebbero votato in modo diverso". La sforbiciata alla pressione fiscale dovrebbe rientrare già nella prossima manovra. I gruppi di lavoro istituiti da Lega e M5s sono già al lavoro e dovranno presentare il report già entro la fine di agosto. Pur di farlo, però, Salvini è dispoto a un altro scontro con l'Unione europea. "Noi metteremo al centro la crescita e la pace fiscale, che ti porta soldi e non li porta via, e ti consenti di avviare la flat tax - ha assicurato - poi la riforma delle pensioni per aprire il mercato ai giovani, che va fatta a prescindere dai numeri di Bruxelles".

Non parla da ministro dell'Interno. Quei panni li veste quando affronta di petto le organizzazioni non governative e sfida gli Stati dell'Unione europea per non fare più arrivare immigrati clandestini sulle nostre coste. Adesso guarda più in là, ai prossimi mesi, quando il governo dovrà mettere a punto la manovra. E, parlando da vicepremier, lavora già a quelle riforme economiche promesse durante la campagna elettorale. Le parole pronunciate ieri durante il G20 dal ministro dell'Economia Giovanni Tria sono suonate come un duro monito al leader leghista. "Il governo - ha detto il titolare del Tesoro - dovrà stare dentro quei limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati ed evitare l'instabilità". Se da una parte l'altro vicepremier (Luigi Di Maio) ha assicurato che non è in corso alcuno scontro con Tria, dall'altra Salvini non si è fatto alcun problema a dirsi pronto a superare i vincoli imposti da Bruxelles, come quello del 3% del rapporto deficit/Pil, se lo richiedesse "il bene degli italiani". "Tria fa il ministro dell'Economia, quindi deve essere prudente per missione - ha, poi, chiarito - noi saremo lo stimolo".

Tuttavia, come ha assicurato durante la trasmissione Aria Pulita su Italia 7 Gold, resta un obiettivo primario che verrà tramutato in legge subito dopo aver tagliato "alcuni sprechi". Tra questi le pensioni sociali erogate agli immigrati che sono arrivati in Italia grazie ai ricongiungimenti familiari. Si tratta di persone sopra i 65 anni che non hanno "mai pagato una lira di contributi" e che ad oggi ci costano oltre un miliardo di euro l'anno. "Stiamo cercando il modo di andare a tagliare quelli che sono sprechi evidenti per reinvestirli nelle pensioni più basse - ha continuato Salvini - anche il taglio delle pensioni d'oro sono soldi da risparmiare per andare a reinvestirli nelle pensionipiù basse".

E' essenziale dotarsi da subito di un meccanismo Ue di gestione rapida e condivisa dei vari aspetti relativi alle operazioni di Search and Rescue" attraverso "una sorta di cellula di crisi" che abbia il compito di "coordinare le azioni" degli Stati "riguardo all'individuazione del porto di sbarco e dei Paesi disposti ad accogliere le persone soccorse. Il mio suggerimento è che tale meccanismo venga coordinato dalla Commissione europea dalla Dg Home, ad esempio". Lo scrive Giuseppe Conte nella lettera inviata il 17 luglio a Juncker e Tusk secondo le agenzie di stampa.

In una lunga intervista in apertura di prima pagina al direttore del Fatto Quotidiano., il premier ha detto di aver inviato martedì la missiva: "Martedì ho scritto la seconda lettera a Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica", cioè la suddivisione dei migranti, "diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l'egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi". 

Il premier annuncia inoltre che c'è in cantiere "una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco, basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle". "Giuro che non ci saranno condoni", assicura inoltre il premier. "La Costituzione impone giustamente la progressività fiscale e noi la rispetteremo", aggiunge

Intanto da tempo che la comunità di Sant'Egidio chiede di sbloccare il «decreto flussi», in virtù di una rilevata carenza di «assistenti familiari», ovvero le cosiddette badanti. «Il loro numero si sta riducendo, nonostante siano figure professionali molto richieste dalle famiglie italiane», dice il presidente Impagliazzo. Invece, però, il numero di migrazioni consentite è in sensibile calo da anni: se nel 2007 si indicavano come possibili 158mila permessi di lavoro subordinato e 80mila stagionali, l'ultimo di questi decreti pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio scorso prevedeva complessivamente (settore agricolo, turistico-alberghiero, lavoratori autonomi, conversioni di permessi di studio) soltanto 31mila permessi.

Ecco perché, prevedendo almeno 50mila autorizzazioni per le badanti, la situazione si sbloccherebbe. La novità che ha fatto parlare di una sanatoria predisposta dal governo, sarebbe quella di ammettere alla richiesta di permesso anche i clandestini: sia quelli presenti in Italia, sia quelli di altri Paesi, con l'effetto di un notevole risparmio sui rimpatri e un effetto di «regolarizzazione di massa» di situazioni oggi difficilmente (o non più) controllabili. Secondo il quotidiano La Stampa di ieri, a Palazzo Chigi ci si starebbe ragionando: «Perché dovremmo far arrivare da fuori della forza lavoro di cui abbiamo bisogno, se abbiamo in casa un bacino da cui attingere? Si risparmierebbe tempo e denaro». Considerazioni ragionevoli magari, ma che ancora non sono state sottoposte ai ministri deputati a decidere in merito: in particolare, Di Maio e Salvini.

La proposta, scrive ancora La Stampa, sarebbe passata al vaglio di non meglio precisati «vertici della Lega». Ma dallo staff del ministro Salvini, interpellato dal Giornale, si sottolinea come al momento un'ipotesi del genere sia pura «invenzione: nel contratto di governo non c'è». Dunque non si esclude che se si trovasse un modo corretto per risolvere il problema, anche in funzione delle dinamiche Ue, una rivoluzione del sistema dei «flussi» ci potrebbe essere. Sempre però in un quadro più ampio di accordi internazionali, e tenendo d'occhio la gestione dell'emergenza.

La Commissione Ue accoglie con favore che entrambe le navi the Protector e Monte Sperone siano sbarcate a Pozzallo e ciò è stato possibile grazie a 6 stati membri Ue che hanno deciso di accogliere condividere migranti, tra cui Italia, Francia, Germania, Malta, Spagna e Portogallo". Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Schinas. "L'Italia chiede da tempo una cooperazione regionale sugli sbarchi e ha ragione a chiederlo, la Commissione crede che soluzioni ad hoc non siano sostenibili a lungo termine e chiede una nuova spinta sulla base del Consiglio europeo".

"Confermiamo di avere ricevuto la lettera del premier Conte che è stata indirizzata ai presidenti Tusk e Juncker. Nella lettera chiede di dare attuazione immediata alle conclusioni raggiunte al Consiglio europeo e a breve risponderemo". Così il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas. "In generale e senza entrare nei dettagli, la Commissione condivide pienamente il senso di urgenza ed è impegnata nel dare seguito velocemente alle conclusioni raggiunte del Consiglio per quanto ci compete", conclude Schinas.

La 'vecchia' Europa appoggia l'Italia sui migranti, mentre i paesi di Visegrad, alleati in teoria della linea dura sugli sbarchi propugnata da Matteo Salvini, la accusano di "aprire la strada per l'inferno". Il premier Giuseppe Conte, dopo il sì di Malta e Francia, è riuscito ad incassare la solidarietà del paese che più conta in Europa: la Germania. Che indubbiamente ha dato la linea: poche ore dopo sono arrivate anche le adesioni di Spagna e Portogallo. Tutti pronti ad accogliere 50 dei 450 migranti a bordo di una nave della Guardia di Finanza e una di Frontex ormeggiate in rada a Pozzallo. Ma contro la linea italiana, oltre al silenzio dell'Austria, si sono scagliati i Paesi dell'Est, in primis Ungheria e Repubblica Ceca. "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare - ha scritto su Twitter il premier ceco Andrej Babis -. Un tale approccio è la strada per l'inferno".

Salvini, ha mostrato invece soddisfazione: "Fermezza e coerenza pagano, è finito il tempo di governi complici e pavidi. Abbiamo messo in salvo donne e bambini. Un ottimo lavoro di squadra di tutto il governo. Complimenti al nostro premier Conte!", ha twittato. Ed ha rilanciato (in linea con i Visegrad): "Il prossimo obiettivo, per stroncare una volta per tutte la mafia del traffico di esseri umani, sarà riaccompagnare gli immigrati dove sono partiti. In Italia, e in Europa, entra solo chi ha il permesso".

I migranti giunti a Pozzallo (Rg) sulle navi Monte Sperone e Protector sono tutti sbarcati. Prima i 184 uomini della Protector e successivamente anche i 209 della Monte Sperone. Uno dei migranti, un ventenne eritreo, ha la polmonite ed è stato ricoverato nel reparto di Medicina dell'ospedale di Modica. Sono sbarcati 128 minori non accompagnati, 3 minori accompagnati, 44 donne e 272 uomini. In totale 447 persone di cui 291 proverrebbero dall'Eritrea e 92 dalla Somalia. Altri migranti vengono da Nigeria, Bangladesh, Algeria, Libia, Siria, Egitto. Ora sono al lavoro gli uomini della Prefettura e della Questura per i ricollocamenti dei migranti negli altri paesi europei. Anche l'Irlanda farà la sua parte nell'accoglienza ed è pronta a farsi carico di 20 dei migranti sbarcati. "Oggi per la prima volta potremo dire che sono sbarcati in Europa", si afferma dalla presidenza del Consiglio

A Babis ha risposto il presidente della Camera Roberto Fico, che è tornato a chiedere che venga "sanzionato pesantemente" chi non accetta le quote ed ha assicurato che "la strada per l'inferno", al contrario, "è non saper accogliere tutti insieme in un'ottica di solidarietà". Conte invece tira dritto, consapevole di essere riuscito ad invertire una rotta piuttosto pasticciata e, forse, troppo urlata, trasformandola in strategia diplomatica. "Questa è la solidarietà e la responsabilità che abbiamo sempre chiesto all'Europa e che ora, dopo i risultati ottenuti all'ultimo Consiglio europeo, stanno cominciando a diventare realtà", ha esultato su Twitter. Aggiungendo: "Continuiamo su questa strada, con fermezza e nel rispetto dei diritti umani". Sua infatti, secondo quanto fanno trapelare fonti Palazzo Chigi, è stata l'iniziativa che ha portato allo sbarco a Pozzallo di 50 tra donne e bambini. 

L'obiettivo del governo è quello di evitare di aprire un contenzioso con Bruxelles ad ogni nave in arrivo, cercando di elaborare un sistema che possa partire in automatico. La strada è ancora lunga, ma certo la risposta dei grandi Paesi europei è un buon punto di partenza. Che serve anche a riequilibrare il lavoro su un dossier che era diventato appannaggio unico del ministro dell'Interno. E dimostrare che la diplomazia paga. A rispondere all'appello di Conte sono stati i Paesi più presi di mira negli ultimi tempi dai tweet del leader leghista (che è volato a Mosca per andare a tifare Croazia, contro la Francia di Macron), da Malta alla Germania della Merkel. E proprio da Berlino l'Italia ha assicurato di aver ottenuto il sì all'accoglienza dei migranti "senza dare alcuna disponibilità ad accettare i movimenti secondari".

Assai diverso il comportamento degli 'alleati' di Visegrad. Sul cui atteggiamento si è scatenata l'opposizione. "Ma non dovevano essere i primi alleati del governo giallo-verde per risolvere l'emergenza sbarchi?", si è chiesta Anna Maria Bernini (Fi), mentre il Pd Andrea Orlando ha commentato: "Da Visegrad fanno sapere nessuna ricollocazione. Per ora se ne fanno carico solo gli odiati maltesi. Dagli amici mi guardi Dio". 

"E' una vittoria politica", ha commentato il ministro dell'interno, Matteo Salvini. La 'vecchia' Europa appoggia l'Italia sui migranti, mentre i paesi di Visegrad, alleati in teoria della linea dura sugli sbarchi propugnata da Matteo Salvini, la accusano di "aprire la strada per l'inferno". Il premier Giuseppe Conte, dopo il sì di Malta e Francia, è riuscito ad incassare la solidarietà del paese che più conta in Europa: la Germania. Che indubbiamente ha dato la linea: poche ore dopo sono arrivate anche le adesioni di Spagna e Portogallo. Tutti pronti ad accogliere 50 dei 450 migranti sbarcati a Pozzallo. Ma contro la linea italiana, oltre al silenzio dell'Austria, si sono scagliati i Paesi dell'Est, in primis Ungheria e Repubblica Ceca. "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare - ha scritto su Twitter il premier ceco Andrej Babis -. Un tale approccio è la strada per l'inferno".

Intanto la nave Open Arms dell'ong spagnola Proactiva Open Arms sta di nuovo dirigendosi verso la Sar libica. E' quanto segnalato sul sito Marine Traffic, che monitora le rotte delle navi. L'imbarcazione risulta seguita a breve distanza dallo yacht Astral, della stessa ong. "Anche se l'Italia chiude i porti - scrive su Facebook l'organizzazione non governativa - non può mettere le porte al mare. Navighiamo verso quel luogo dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppi morti sul fondale". E Salvini, da Mosca, avvisa:  Risparmino tempo, fatica e denaro, sappiano che i porti italiani non sono disponibili". 

 

 

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